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LA NATURA IN RSA

La natura in RSA. I video Alamar sono una terapia non farmacologica, una vera e propria medicina per l'anima.
Testimonianza di Valentina Pirola, Terapista Occupazionale.

“La natura, così come la preghiera, ci permette di riallinearci con il mondo e trovare pace interiore”.

 

Testimonianza di Valentina Pirola, Terapista Occupazionale presso la RSA Casa Santa Teresa, a Livraga (Lodi).

Pubblicata dalla rivista CURA il 16 ottobre 2021.

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La bellezza di Cristina

Incontro Cristina Fino prima del Meeting, della sua prima partecipazione. Leggo di lei, che donna! Mi piace che dalla sua carriera legata al mondo visivo, così diciamo, abbia pensato di rielaborare il tutto a favore dei più fragili per il loro benessere.

Non vedo l’ora di conoscerla ma ci sentiamo telefonicamente, mi illustra il suo progetto Alamar Life e ne rimango affascinata. Mi invia le schede di valutazione, insomma, tutto ben preciso e documentato, mi piace.

Arrivo in RSA carica di energia dopo la presentazione seguita al Meeting delle Professioni di Cura, ho ascoltato i campi di possibilità di utilizzo dei video di natura e non vedo l’ora di buttare giù due righe di progetto.

Da li, parte tutto. Ne parlo con la Suora Superiora, trovo una porta, anzi un portone aperto, l’idea di portare novità per gli Ospiti, soprattutto per i più fragili che faticano a seguire le solite e consolidate attività, la convince. La natura, così come la preghiera, ci permette di riallinearci con il mondo e trovare pace interiore.

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Tramite i video di Alamar Life, la bellezza della natura entra a far parte della vita in RSA.

Il permettere agli Ospiti, di qualsiasi livello cognitivo, di viaggiare con la fantasia, ritornare nei loro campi, ascoltare il rumore dei fiumi, rivedere i fiori della primavera, suscita in loro e in me, bellezza, riposo e li distoglie dall’ambiente che, volere o volare, vivono quotidianamente.

Anche il silenzio, l’ascolto in silenzio, senza per forza dover riempire gli spazi, si può fare e costruire piano piano.

Inizio così ad addentrarmi nei progetti, applicando la visione dei DVD prima singolarmente, poi a piccolo gruppo.

I video Alamar nei laboratori di pittura

La visione dei filmati di natura è abbinata specialmente ad attività di pittura nei primi tempi.

“Mariuccia ti cerca, ha ancora il prurito”. Da qualche settimana siamo così. La signora Mariuccia, molto cara a me negli anni, soffre un po’ di pensieri negativi, dorme poco e male, ha bisogno di parlare. Le OSS mi confermano che anche stanotte ha cercato l’infermiera per le gocce per far passare il prurito..mah.
Entro in camera, dormicchia al mio “buongiorno”, è comprensibile se passa la notte in bianco!
Comincio a raccontarle della nuova attività che ho pensato per lei e sì, già questo gratifica una persona, il dire: “ho pensato a qualcosa per te, ho pensato a te”.

Inforca il suo girello, mette un po’ di profumo, recupera due caramelle e mi segue in sala Occupazionale. Parto con i piedi di piombo, le mostro uno spezzone di filmato, è attratta dal computer che proietta, dice che anche sua nipote lo usa, fa Psicologia lei, aiuta i bambini.
Ci beviamo un caffè, e inizia a raccontarmi di come curava i fiori a casa, parliamo solo di cose belle.

Con Mariuccia partirà un progetto di mesi, prima individuale e poi, insieme a un piccolo gruppo, stilerò un documento aggiornato una volta a settimana in cui annoterò le particolarità della seduta. Ormai ci divertiamo a rincorrere gli Infermieri per misurare saturazione e pressione arteriosa prima e dopo l’attività. Niente da dire, tutte le volte al termine la signora è più rilassata. Non si fanno miracoli, ma ci proviamo.

Nel gruppo poi diventa la leader, anche questo la gratifica, chiede lei che fiori visualizzare, si concentra talmente tanto sul colore che a volte colora anche senza occhiali!
Nel gruppo arriva anche la signora Emilia, come potrei non inserirla e chiederle di partecipare! Una figlia pittrice, amante del bello, delle camicie a fiori, dei fiori che la figlia le porta sempre in camera.

Siamo sulla strada della confusione purtroppo, ma le piace molto la compagnia e impegnarsi.

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Emilia vede i filmati con una fame di bellezza impressionante, ne rimane folgorata, non c’è più niente intorno a lei per i quaranta minuti di seduta. Quando qualcuno entra in Sala, non se ne accorge, se ne accorge invece Mariuccia che dice: “Non avete visto il cartello??”. Ho creato un cartello “visione dvd in corso, non disturbare”.

Poi arriva Virginia e con lei è una grande sfida. Perché Virginia, con la sua carrozzina, fa i chilometri in RSA. Arrivo al mattino e lei è già in movimento, non si ferma mai. Parla poco, ma con me si, utilizzo molto la comunicazione non verbale, è stata una signora riservata dice il figlio, molto composta e carina.

Le signore ritornano sempre dove sono state bene e anche se non sanno a che piano “abitano” o dove sia la loro camera, ma chissà come mai vengono attirate come una calamita dalla nostra stanzetta. Questo non può che farci piacere. “Virginia, hai voglia stamattina di stare qui vicino a me e guardare un po’ di cose belle?”. “Ma sì”, mi risponde in dialetto.

Dopo le prime sedute, Virginia si siede su una sedia “normale” con un bel cuscino morbido, sempre vicino a me, guarda le signore impegnate nel colorare e commenta che sono bravissime, guarda i filmati, si concentra, ride, escono alcune parole che non sentivamo più.

Applico delle Tecniche Conversazionali ed escono dei dialoghi speciali tra me e lei, si rilassa. In una seduta, si rilassa talmente tanto che, con in braccio la sua bambina bambola, la culla e si addormenta.

Come in un percorso che si rispetti, chiede aiuto alla figlia della signora Emilia, per una vera e propria seduta artistica. Anche questo è vita in RSA. Il familiare accetta di buon grado, la mamma è raggiante quando la figlia pittrice si presenta alla seduta. Ormai tutto scorre, c’è energia, divertimento, non c’è più timore, grazie alla figlia pittrice, di impugnare un pennello e usare i colori, anzi!
Ne escono quadri bellissimi, che poi saranno incorniciati e esposti in reparto.
Mariuccia no, il suo quadro lo vorrà in camera sua: “lo metti in casa mia per favore”. “Certo Mariuccia, e scatta un abbraccio con il cuore tra me e lei.

 

I video Alamar nella narrazione creativa e terapeutica

Parte un altro gruppetto, il gruppetto dei racconti.

Questo è incredibile, io mi diverto tantissimo. Ci mettiamo un po’ di tempo a sistemarci in Sala Occupazionale, ma è così, i tempi bisogna rispettarli, ma bisogna rispettare i tempi degli anziani.

Arriviamo alla spicciolata in sala, inizio con un giro di saluti, chiedo come stanno e sento un po’ come siamo allineati, se qualcuno nel gruppo ha bisogno di vicinanza, sostegno.

Teresa canticchia, sempre sorridente, mai ferma. Prendo la palla al balzo e le chiedo cosa vuole vedere, la faccio scegliere, mi chiede il mare. Iniziamo a vedere un filmato del mare, un mare calmo, una bella spiaggia e piano piano Io chiedo di inventare una storia, quasi tutte le signore mi seguono! Ma anche chi ascolta, ascolta con attenzione, va benissimo così.

E poi escono delle filastrocche e pensieri in rima, simpatici, con un senso, poetici.

Lascio fluire le parole, perché i partecipanti hanno voglia di esprimersi, senza giudizio. Prendo il bloc notes e comincio a trascrivere velocemente le parole, non posso dimenticarle, ne farò una bella raccolta, magari da esporre alla festa dell’estate. Le emozioni escono, anche attraverso le immagini.

L’anno successivo, con mia grande soddisfazione, con la mia équipe seguiremo un altro intervento di Cristina al Meeting delle Professioni di Cura. Continuo, nella mia pratica quotidiana, a usarli come validissimo strumento per i miei nonni, proponendo laboratori, momenti di storytelling, per celebrare i cambi di stagione, ma anche come vera e propria terapia non farmacologica, da somministrare al singolo al bisogno. Perché la natura diventi una vera e propria medicina dell’anima.

 

Valentina Pirola, Terapista Occupazionale della RSA Santa Teresa di Livraga (LO).

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