IL RACCONTO IMMAGINATO® IN PRATICA

Un gioco, un’avventura, un test psicologico proiettivo, uno strumento per story telling ambientati in natura, una terapia non farmacologica.

Esperienze, idee e applicazioni di uno storytelling nella Natura.

La Natura diventa il luogo del racconto

Nel Racconto Immaginato gli scenari naturali non rappresentano semplicemente uno sfondo.

Boschi, sentieri, torrenti, prati, spiagge e montagne diventano le tappe di un viaggio costruito dai partecipanti.

Ogni nuova immagine apre una possibilità, suggerisce un cambiamento di direzione, introduce nuovi personaggi e nuovi eventi.

Il gruppo sceglie il percorso, mentre il conduttore accompagna il racconto lasciandosi guidare dall’immaginazione dei partecipanti.

BOSCO
immagini fiori

Un ambiente che sostiene la narrazione

I quadri viventi Alamar Life permettono di rimanere nello stesso paesaggio tutto il tempo necessario.

La storia non è costretta a seguire il ritmo del video.

È il video che sostiene il ritmo della storia.

La permanenza nello scenario favorisce immersione, concentrazione e partecipazione, mentre i benefici documentati dell’esposizione agli ambienti naturali contribuiscono a creare un clima rilassato, creativo e aperto alla relazione.

Il Racconto Immaginato prende vita ogni volta in modo diverso.
Le esperienze raccolte in questa pagina mostrano come la stessa metodologia possa trasformarsi in un laboratorio creativo, un percorso educativo, uno strumento terapeutico o un’occasione di relazione, mantenendo sempre la Natura come filo conduttore del viaggio.

Case history “Scuola materna Piemonte”

“Questo progetto apre a molte possibilità di lavoro, ha molte potenzialità di applicazione ed è un ottimo strumento per bambini così piccoli e per bimbi con difficoltà emotive, relazionali e di instabilità motoria”.

Raffaella Castrale, docente scuola dell’infanzia

Case history “Nucleo Alzheimer Cremona”

“Il mio utilizzo dei video Experience Nature è volto a stimolare l’immaginazione. L’obiettivo non è quindi il recupero della memoria; i ricordi talvolta escono spontanei e diventano appendici della storia. Il focus è sulla fantasia, su ciò che non c’è di visibile, per attivare una dimensione più libera e sganciata da consequenzialità logico-cognitive, per inoltrarci in un territorio di grande libertà”.

Iris Dall’Aglio, Educatrice, Certified Timeslips facilitator (Timeslips storytelling for dementia Project)

video natura

Case history “Apsp Santa Maria, Cles (TN)

“Abbiamo fatto una sessione sul mare, portando la bacinella con la sabbia, con l’acqua, le conchiglie… abbiamo mangiato il gelato perché al mare non si mangiano i biscotti ma si mangia il gelato.  È stato molto, molto emozionante perché uno dei nostri residenti, che parla pochissimo e ha delle difficoltà veramente grandi, ci ha raccontato di come ha conosciuto sua moglie, proprio al mare, si è anche messo a piangere e quando l’abbiamo raccontato alla figlia, anche lei si è emozionata tantissimo perché era un ricordo che aveva da bambina, ma lo aveva dimenticato ed ora lo ha di nuovo vivo”.

Samanta Noldin, educatore sociale

story telling

Case history “Nucleo Alzheimer Perugia”

“Le registrazioni dei valori basali della pressione arteriosa, effettuate dopo l’attività di visione e di narrazione, hanno rivelato un calo obiettivo di 20 mmHg, sia nei casi trattati con antipertensivi, sia nei casi non trattati farmacologicamente”.

Cristina Falomi, educatore sociale

story telling

Case history “Fondazione Casa Serena, Brembate Sopra (BG)”

“Rileggere i racconti realizzati ci fa capire la ricchezza di questa proposta, che non si esaurisce nel tempo della narrazione vera e propria, ma continua sulla pagina scritta. Li stiamo raccogliendo con l’idea di valorizzarli e metterli in luce, custodendoli con cura”.

Paola Buelli, educatore sociale

naturopatia

Case history IPAB Villa Serena, Solagna (VI)

“È nata così l’idea di un dizionario iconografico che stiamo creando scegliendo ogni volta un elemento (es. acqua o mirtillo) e ognuno lo arricchisce secondo la propria visione (rubinetto, lago, gocce o marmellata, succo di frutta, sottobosco di mirtilli ecc.). Lo stiamo facendo in doppia lingua in quanto abbiamo una nostra anziana albanese, così favoriamo il suo apprendimento e un’esperienza multiculturale attraverso queste esperienze”.

Enrica Pontin, educatore sociale

tecniche rilassamento

Case history Associazione Amata Umbria, Perugia

“Gli uccellini hanno visto che è bel tempo e vanno in giro a raccogliere pagliuzze per fare le cove dove deporranno le uova e nasceranno gli uccellini.

Camminando in mezzo alle meraviglie della natura, ti senti anche tu un uccellino, qualcosa che ti trasporta dentro; …. ora siamo arrivati nel bosco, si sente un ruscello scorrere e mi sembra di essere nata in questo momento.”

Cristina Falomi, educatore sociale

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